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NATURA |
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La
Sardegna presenta uno sviluppo costiero di circa 1.898 km,
isolette comprese. La lunghezza delle coste sarde in rapporto
alla superficie è doppia rispetto a quelle della
Sicilia e quasi tripla rispetto alla penisola. Le coste
sarde sono di prevalente formazione tettonica e per lunghi
tratti sono alte, rocciose e rettilinee, mentre la parte
pianeggiante costituisce appena un quarto di tutto il litorale.
Il paesaggio Sardo, potremmo classificarlo, per le loro
diversita', in tre differenti ambienti:
la zona interna montagnosa, le spiagge e il mare cristallino,
e gli stagni costieri. Questi ambienti cosi' differenti
sono dovuti anche dalla loro antichità. Infatti i
rilievi del Sulcis e dell'Iglesiente, sono le zolle piu'
vecchie d'Italia. L'antichità di queste terre e la
lontananza dal resto del continente, ha consentito la presenza
di alcune specie animali uniche, come: il Muflone, la Foca
monaca, il falco pellegrino (a rischio di estinzione).
Una particolarità è che determinate specie
animali, sono caraterizzate dal "nanismo", ossia
presentano delle dimensioni ridotte rispetto alle loro "sorelle"
d'oltremare, e si devono naturalmente citare i famosi cavallini
della Giara di Gesturi (Nu).
La vegetazione, e' dominata invece in buona misura, sopratutto
nei versanti costieri dalla macchia mediterranea. Non mancano
boschi di Lecci, Querce, Sugheri, ma sembra che le zone
boschive siano succube di una maledizione. Infatti nel passato
la regione era in grossa misura coperta dai boschi, ma l'arrivo
dei conquistatori, porto' un sistematico disboscamento,
poi continuato dagli stessi Sardi. Oggigiorno il problema
non e' minore in quanto ogni anno la piaga degli incendi
"mangia" centinaia di alberi.
Un ambiente interessante e' costituito dagli stagni, infatti
questi racchiudono in se stessi un bellissimo ecosistema
che viene caratterizzato dall'ormai famoso fenicottero rosa,
che migra ogni anno e scegliendo la Sardegna fra le sue
tappe preferite, dato che, a volte depone pure le uova.
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